,

Facebook contro le fake news: Inizia il test dell’affidabilità delle testate giornalistiche negli USA

Facebook inizia i test del suo algoritmo per stabilire l’affidabilità delle testate negli USA per combattere le fake news

Negli ultimi anni la proliferazione delle notizie non accertate sul web da parte di piccoli siti, da piccole testate giornalistiche o semplicemente da qualche blogger “biricchino” hanno creato ben più di qualche problema al mondo intero. Le cosidette “fake news“, tradotto in italiano con bufale, sono alcune notizie che circolano sui social e diventano virali quando queste, anche se non accertate da un organo di stampa, contengono delle notizie “verosimili” che potrebbero.. attenzione potrebbero avvicinarsi al vero. Le bufale, come preferiamo chiamarle rispetto alla terminologia anglossassone, sono scritte da pseudo giornalisti che scrivono articoli su argomenti di cronaca, politica, economia, anche di tecnologia ecc.. che non rispecchiano la verità.

L’ escamotage utilizzato da questi siti e blog per ricevere più visite e condivisioni è scrivere un articolo su qualcosa di davvero virale in quel momento (ad esempio una elezione politica) e scrivere un articolo con fandonie con la scusa di raccontarvi — la verità che vi nascondono i grossi colossi dell’informazione –,  urlando al complotto.

Il caso mediatico sull’elezione di Donald Trump: centrano le fake news?

Citando alcuni fatti recentemente accaduti, si pensa per la maggior parte che l’elezione dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump sia dovuta, oltre a una massiccia campagnia elettorale anche sulla proliferazione delle fake news negli States. In modo particolare, proprio da questo paese partono i test per l’argoritmo di affidabilità delle testate giornalistiche, voluto da Mark Zuckerberg, visto la profiliferazione incontrollabile delle bufale sul suo social network non solo negli stati uniti ma in molti stati europei, tra cui l’Italia (al primo posto in Europa per circolazione di bufale sui social network più blasonati).

 

Come funziona l’argoritmo di Facebook contro le bufale

L’argoritmo ideato da Zuckerberg, si basa essenzialmente sulla base di due semplici domande: — Conosci questo sito? — e — Quanto ti fidi? — . Secondo quanto dichiarato dalla più nota testata giornalistica sul web statunitense BuzzFeed, il sistema d’affidabilità delle testate giornalistiche si basa principalmente su dei feedback degli stessi utenti di Facebook che rispondendo a queste due semplicissime domande potranno dare il loro supporto o anche la loro condanna per quella testata giornalistica.

L’argoritmo di Facebook calcola i feedback positivi ricevuti alle due domande e dopo un tot di feedback affidabili ricevuti inserisce la testata in un database di testate giornalistiche affidabili mentre nel caso di feedback negativi il sito o blog incriminato verrà inserito in una lista nera dedicata alle testate che pubblicano solo bufale. Non sappiamo invece come si comporterà l’algoritmo in casi di un feedback positivo e uno negativo, ma possiamo solo ipotizzare che lo stesso sistema abbia un range di tolleranza per non iscrivere subito la testata giornalistica nella black list o nel database sopra citati.

Il pensiero dell’esperto sulle strategie di Facebook contro le fake news

Sicuramente come ha dichiarato all’ANSA, l’esperto di social media ed autore del blog Vincos Vincenzo Cosenza:  << Il questionario non sarà l’unico elemento di valutazione, è un ulteriore sforzo per combattere l’incontenibile fenomeno delle notizie false >> ed aggiunge << Non penso che il giudizio sull’affidabilità di una testata verrà delegato solo agli utenti e solo a due domandine semplicistiche >> e questo ci fa capire come secondo l’opinione dell’esperto ci faccia riflettere sulle prossime mosse di Facebook e sulla lotta alle notizie false e conclude << Mi sembra che il punto di svolta rispetto al passato sia anche far capire agli utenti che devono essere più consapevoli, quello che vedono sulla loro bacheca è determinato da un algoritmo alimentato da quello che loro vogliono>>.

#Staytech #Staytechzoop

Buona reazione! 😀

Scritto da Stefano Santoro

Tutto ciò che riguarda hi-tech ed informatica mi ha sempre affascinato fin da piccolo, ho 20 anni e studio Informatica all'Università di Bari "Aldo Moro". Il mio sogno nel cassetto è fare della mia passione, l'informatica un lavoro; ma per ora mi fermo solo a condividere con voi questo nuovo, bellissimo ed inesplorato mondo che è l'informatica. That's me, enjoy it!

Commenti